{"id":4417,"date":"2013-12-10T17:33:58","date_gmt":"2013-12-10T16:33:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/?p=4417"},"modified":"2013-12-10T18:47:39","modified_gmt":"2013-12-10T17:47:39","slug":"intervista-francesco-natale-otorinolaringoiatra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/en\/blog\/4417\/intervista-francesco-natale-otorinolaringoiatra\/","title":{"rendered":"Intervista a Francesco Natale, otorinolaringoiatra."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/foto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4418\" alt=\"foto\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/foto-259x300.jpg\" width=\"259\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/foto-259x300.jpg 259w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/foto-885x1024.jpg 885w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/foto.jpg 1739w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Francesco Natale si \u00e8 laureato in Medicina presso l\u2019Universit\u00e0 di Bari e si \u00e8 specializzato in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale presso l\u2019Universit\u00e0 di Modena. \u00a0<\/em><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">E\u2019 stato dirigente medico vicario presso il reparto \u201cOtorino\u201d dell\u2019Ospedale \u201cA. Perrino\u201d di Brindisi. Attualmente non svolge attivit\u00e0 ospedaliera ma consulenza occasionale come libero professionista.<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"> \u00a0 <\/span><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"> \u00a0 <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Parliamo del sistema uditivo, di come funziona e di come pu\u00f2 influenzare il funzionamento del corpo umano.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"> L&#8217;apparato uditivo consente di trasmettere i suoni provenienti dall&#8217;esterno, e talvolta anche dall&#8217;interno, al nostro cervello. E&#8217; costituito dall&#8217;orecchio esterno (formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno), dall&#8217;orecchio medio (costituito da una piccola cassa all&#8217;interno della quale si trovano gli ossicini, ossia il martello, l\u2019incudine e la staffa) e dall&#8217;orecchio interno, che \u00e8 l&#8217;organo deputato alla ricezione. <\/span><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Pertanto, esiste un apparato che trasmette i suoni dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno: si tratta di un apparato meccanico costituito dal padiglione auricolare, dal condotto uditivo e\u00a0 dall\u2019orecchio medio. Quindi, c&#8217;\u00e8 un apparato di ricezione (orecchio interno), in cui si trovano alcuni liquidi il cui movimento serve per eccitare le cellule ciliate presenti nell&#8217;orecchio interno che, a loro volta, mandano il segnale al sistema nervoso centrale.\u00a0 <\/span><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Il sistema uditivo, in sintesi, funziona in questo modo: c\u2019\u00e8 un apparato detto di &#8220;<strong>trasmissione&#8221;<\/strong> del suono dall&#8217;esterno (orecchio esterno e medio) e di &#8220;<strong>ricezione<\/strong>&#8221; (orecchio interno).<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/apparato-uditivo-orecchio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4419\" alt=\"apparato uditivo (orecchio)\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/apparato-uditivo-orecchio-232x300.jpg\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/apparato-uditivo-orecchio-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/apparato-uditivo-orecchio-792x1024.jpg 792w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/apparato-uditivo-orecchio.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Credit: <a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-GqsbPGCKunM\/TbyKvR1nx-I\/AAAAAAAAAeU\/dKQVPLvPRe4\/s1600\/apparato+uditivo+%2528orecchio%2529.JPG\"><strong>qui.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00a0All&#8217;orecchio interno \u00e8 connesso l&#8217;apparato dell&#8217;<strong>equilibrio<\/strong> che \u00e8 responsabile della posizione del corpo nello spazio e, in particolare, dei movimenti di rotazione. In condizioni normali, l&#8217;apparato dell&#8217;equilibrio ci informa della posizione del corpo nello spazio; in condizioni patologiche, che possono essere di natura infiammatoria, degenerativa o di altra entit\u00e0, invece, ci d\u00e0 la vertigine (vertere=girare), ossia una sensazione illusoria di rotazione, alquanto sgradevole. Ad esempio, c&#8217;\u00e8 la malattia &#8220;di M\u00e9ni\u00e8re&#8221; che consiste in un aumento dei liquidi nell&#8217;orecchio interno e crea un&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio dando come sintomi l\u2019ipoacusia, l\u2019acufene e, appunto, la vertigine che, collegata all&#8217;apparato neurovegetativo, pu\u00f2 dare sensazioni di nausea, sudorazione fredda, pallore cutaneo e talvolta vomito.<\/p>\n<p>Quando comunemente si parla di <strong>vertigini<\/strong>, soprattutto legate all&#8217;acrofobia, non ci riferiamo ad una patologia dell&#8217;orecchio interno. Si tratta, invece, della &#8220;vertigine da altitudine&#8221;, ossia una vertigine di tipo centrale. Ad esempio, ci sono anche le vertigini &#8220;da cinetosi&#8221;, dovute al movimento, come il mal di mare, il mal d&#8217;auto, etc. che , ripeto, non sono dovute a patologie dell&#8217;orecchio interno.<\/p>\n<p>L&#8217;apparato uditivo influenza il funzionamento del corpo umano in funzione del<strong> tipo di suoni<\/strong> che vengono ricevuti: una bella canzone, ascoltata in un ambiente accogliente, crea una sensazione piacevole al corpo anche dal punto di vista fisico nel senso che, ad esempio, il cuore funziona regolarmente (se non ha altre patologie). Invece un trauma da scoppio, ovvero un forte rumore improvviso, porta il corpo umano a reagire, ad esempio, con un aumento della frequenza cardiaca. La reattivit\u00e0 del corpo umano cambia da suono a suono, anche se ci sono alcune tipologie che creano delle reazioni automatiche, come nell&#8217;esempio dei rumori improvvisi o ad alta intensit\u00e0.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4417-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/suoni-e-reazione.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/suoni-e-reazione.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/suoni-e-reazione.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Quali sono i disturbi pi\u00f9 diffusi dell\u2019apparato uditivo? Che tipo di prevenzione consiglia?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>I disturbi pi\u00f9 diffusi sono le forme eredo-familiari, che sono legate all&#8217;ereditariet\u00e0, e quelle acquisite, tra le quali le pi\u00f9 diffuse sono quelle infiammatorie-infettive, ossia le <strong>otiti<\/strong>, che possono essere di diversi tipi. Per queste forme non c&#8217;\u00e8 una vera e propria prevenzione se non in relazione all&#8217;ambiente di vita, nel senso che \u00e8 opportuno evitare le perfrigerazioni e gli sbalzi termici che possono comportare le affezioni nasali: infatti, esiste una comunicazione tra il naso e l&#8217;orecchio, attraverso la tuba uditiva, che consente l&#8217;ingresso di aria nell&#8217;orecchio medio (altrimenti ci sarebbe il vuoto e non ci sarebbe equilibrio). Attraverso questa strada possono avere origine forme infiammatorie ma anche infettive, per la presenza di batteri e microbi, dando origine alle otiti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito delle patologie di tipo degenerativo, possiamo annoverare la<strong> presbiacusia<\/strong> che \u00e8 legata ad una fisiologica senescenza dell&#8217;udito: non si tratta di una vera e propria malattia in quanto si manifesta naturalmente per effetto dell&#8217;et\u00e0, dai 50 anni in poi a seconda dei soggetti. Il progressivo decremento dell&#8217;udito avviene iniziando dalle frequenze acute, per poi passare a quelle medie ed eventualmente a quelle gravi.<\/p>\n<p>Dello stesso ambito fanno parte le patologie di tipo industriale, ossia legate al rumore sul luogo di lavoro. Il legislatore ha posto un limite di 90 dB, oltre il quale insorge l&#8217;<strong>ipoacusia da rumore<\/strong>. Tuttavia l&#8217;orecchio umano \u00e8 una macchina perfetta ma, fortunatamente, ogni individuo ha una capacit\u00e0 di ricezione diversa rispetto ai simili. Esiste, quindi, la cosiddetta &#8220;suscettibilit\u00e0 individuale&#8221; per la quale un soggetto pu\u00f2 manifestare ipoacusia da rumore industriale a 90 dB e altri invece no oppure manifestarla anche a livelli di intensit\u00e0 sonora pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4417-2\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ipoacusia-da-rumore.mp3?_=2\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ipoacusia-da-rumore.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ipoacusia-da-rumore.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per proteggersi da questi danni bisogna usare i dispositivi di <strong>protezione,<\/strong> in genere le cuffie e i tappi auricolari. E\u2019 sicuramente necessario proteggersi, ma l&#8217;ambiente di lavoro deve essere adeguato, nel senso che deve esserci un livello di pressione sonora inferiore a quello che pu\u00f2 determinare danni all\u2019apparato uditivo. La compromissione della funzionalit\u00e0 uditiva non \u00e8 mai un problema solo soggettivo ma ha anche risvolti sociali, perch\u00e9 la propria sensibilit\u00e0 viene abbassata e, di conseguenza, \u00e8 difficile interagire con gli altri.<\/p>\n<p>Tuttavia occorre sottolineare che, in qualunque luogo, un&#8217;esposizione continua a suoni ad alta intensit\u00e0 pu\u00f2 provocare problemi e patologie che dipendono da caso a caso. C&#8217;\u00e8 il costume recente di ascoltare per ore la musica in cuffia: eventuali danni all\u2019apparato uditivo possono sorgere se l&#8217;intensit\u00e0 del segnale sonoro \u00e8 elevata (volume alto) e anche la durata dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>La prevenzione \u00e8 fondamentale ma \u00e8 lo stesso corpo umano il primo a difendersi istintivamente. Mi viene in mente il riflesso stapediale. <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il riflesso stapediale \u00e8 uno dei tanti riflessi del nostro organismo. In questo caso, la staffa reagisce in presenza di suoni di una certa intensit\u00e0 e di breve durata. L&#8217;intensit\u00e0 \u00e8 variabile, non solo da soggetto a soggetto ma anche in relazione alla frequenza. Nella clinica corrente il riflesso stapediale viene verificato anche per testare la funzionalit\u00e0 dell&#8217;orecchio stesso: nelle prove empiriche, come nell&#8217;esame impedenziometrico, si emette un suono improvviso e si verifica se l&#8217;ossicino (la staffa) risponde. L&#8217;assenza di riflesso stapediale, o il suo manifestarsi a valori molto pi\u00f9 alti rispetto a quelli previsti, denuncia che l&#8217;orecchio ha una patologia.<\/p>\n<p>Per esempio, c&#8217;\u00e8 una malattia dell&#8217;orecchio chiamata &#8220;otosclerosi&#8221; che \u00e8 una distrofia della capsula labirintica: semplificando, ci\u00f2 significa che si forma un osso sulla staffa, organo di per s\u00e8 mobile, costringendola alla fissit\u00e0. In questi casi occorre intervenire per mobilizzare nuovamente la staffa, ripristinando la motilit\u00e0 degli ossicini e quindi l&#8217;udito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Navigando in internet, mi sono imbattuta in un <\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/www.acufeniforum.net\/\"><strong>forum<\/strong><\/a><em><strong> dedicato interamente a persone che soffrono di acufene e mi sono resa conto che \u00e8 un problema di difficile soluzione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 vero. Con l&#8217;acufene entriamo in un mare aperto, poich\u00e8 le cause sono le pi\u00f9 disparate e talvolta non sono nemmeno conosciute. L&#8217;acufene si manifesta come un rumore che viene emesso spontaneamente dall&#8217;orecchio, che pu\u00f2 essere dovuto o no ad un evento patologico; il cervello lo sente e d\u00e0 molto fastidio, soprattutto perch\u00e8 \u00e8 costante.<\/p>\n<p>Ci sono acufeni di origine auricolare ed extra-auricolare. I primi sono quelli che, ad esempio, accompagnano la sordit\u00e0 da rumore. I lavoratori che si trovano in ambienti molto rumorosi e che con il tempo manifestano una patologia dell&#8217;udito, non solo subiscono un deficit uditivo ma percepiscono un costante &#8220;fischio nell&#8217;orecchio&#8221;, ossia l&#8217;acufene. C&#8217;\u00e8 chi, invece, soffre di acufene e sente le pulsazioni del cuore nell&#8217;orecchio: in questo caso potrebbero esserci problemi di tipo vascolare. In molti casi gli acufeni hanno una causa sconosciuta.<\/p>\n<p>Esistono terapie sintomatiche, il cui beneficio \u00e8 discutibile: nella maggior parte dei casi si tratta di farmaci vaso-regolatori, nei casi legati all&#8217;arteriosclerosi. L&#8217;acufene \u00e8 un argomento che lascia un po&#8217; disarmati perch\u00e9, purtroppo, non essendoci spesso una patologia che lo determina, non si riesce a trovare il rimedio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Secondo Lei, la normativa italiana \u00e8 adeguata per prevenire disturbi uditivi legati all\u2019attivit\u00e0 lavorativa o al luogo in cui si vive e lavora?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Posso dire che la normativa \u00e8 adeguata, anche perch\u00e8 \u00e8 frutto di studi audiologici effettuati nell&#8217;ambito dell&#8217;audiologia industriale. Tuttavia il limite di 90 dB, oltre il quale si verifica l&#8217;insorgenza dell&#8217;ipoacusia da rumore, non pu\u00f2 essere uguale per tutti. Come dicevo prima, c&#8217;\u00e8 una <strong>suscettibilit\u00e0 individuale<\/strong> in virt\u00f9 della quale ogni individuo ha una sua propensione e sensibilit\u00e0 specifica e pu\u00f2 verificarsi che, ad esempio, alcuni abbiano manifestato patologie da rumore in presenza di suoni a intensit\u00e0 inferiore ai 90 dB indicati dal legislatore. Si tratta di eccezioni, ma bisogna sicuramente tenerne conto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Secondo Lei, c\u2019\u00e8 un\u2019adeguata campagna di prevenzione nei confronti della tutela dell\u2019apparato uditivo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda i luoghi di lavoro, c&#8217;\u00e8 un&#8217;adeguata campagna di prevenzione ma i mezzi preposti alla protezione individuale, come le cuffie di cui si parlava prima, spesso sono forniti dal datore di lavoro ma a volte il lavoratore non li usa perch\u00e9 sono fastidiosi mentre si lavora: se due persone devono comunicare parlando mentre lavorano, le cuffie sono un ostacolo. Se, invece, ci riferiamo a campagne pubblicitarie, direi che la sensibilit\u00e0 mediatica \u00e8 carente. Ribadisco che la <strong>prevenzione<\/strong> \u00e8 fondamentale: pensiamo semplicemente al fatto che i rapporti interpersonali avvengono soprattutto attraverso il linguaggio parlato e, evidentemente, chi ha problemi uditivi pu\u00f2 avere difficolt\u00e0 o addirittura sentirsi isolato. Credo che la campagna di conoscenza, prevenzione e protezione dai problemi uditivi debba essere potenziata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La doppia natura del suono, che \u00e8 un fenomeno fisico e psicofisico, lo rende un materiale ricco di potenzialit\u00e0, nel bene e nel male. Una giornalista francese, Juliette Vocler, ha scritto un libro intitolato \u201c<a href=\"http:\/\/www.deriveapprodi.org\/2012\/03\/il-suono-come-arma\/\">Il suono come arma<\/a>\u201d, in cui si raccontano vari tentativi, non sempre riusciti, di creare vere e proprie armi sonore sfruttando, ad esempio, alcune frequenze e il livello di pressione sonora per annientare il nemico. Senza giungere a questi estremi, secondo Lei il suono viene usato come strumento per influenzare il comportamento delle persone anche in altre occasioni, meno chiaramente offensive di una guerra? <\/em><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Se parliamo della musica utilizzata nei centri commerciali, direi che non si possa proprio parlare di arma, nel senso offensivo del termine: in questo caso parlerei di una modalit\u00e0 che serve per ottenere un fine commerciale o sociale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Certo, riflettendo sulle armi soniche o anche sui banali screzi tra vicini di casa, tecnicamente \u00e8 molto facile creare disturbo con il suono: basta avere un riproduttore di suoni e un amplificatore, si porta la musica ad intensit\u00e0 elevate (sopra i 100 dB) e si possono creare effetti nocivi. <\/span> <span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ricordo che, quando nelle case degli italiani comparvero i primi televisori, nel periodo estivo l&#8217;annunciatrice televisiva pregava i telespettatori di tenere basso il volume, perch\u00e9 poteva disturbare i vicini. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Tralasciando le strategie militari, sicuramente il suono pu\u00f2 creare azione di disturbo se usato in modo inadeguato e, al contempo, in certi contesti pu\u00f2 essere usato come mezzo per ottenere effetti premeditati, per fini sociali o consumistici (centri commerciali, bar, etc.). <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Il fenomeno sonoro segue regole fisiche misurabili nel momento in cui si propaga; quando viene percepito, esso viene interpretato dal soggetto percepiente. In che misura la percezione soggettiva influenza l\u2019oggettivit\u00e0 del messaggio sonoro?<\/strong> <\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ognuno di noi interpreta il messaggio sonoro in modo soggettivo, anche in presenza di suoni riconoscibili da tutti (sirene, clacson, etc.). Ad esempio, ascoltando il clacson di un&#8217;automobile, lo si riconosce come segnale ma lo si interpreta in modo variabile (devo spostarmi? qualcuno ha fretta?). Per ci\u00f2 che riguarda la componente psicofisica, i suoni vengono inviati al cervello che, come agente fisico, acquisisce il segnale; in seguito, dal punto di vista psicologico, il soggetto interpreta il messaggio sonoro in vari modi a seconda del momento, delle condizioni psico-fisiche (nervosismo, serenit\u00e0, etc.) o, pi\u00f9 in generale, del suo vissuto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4417-3\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/relativit\u00e0.mp3?_=3\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/relativit\u00e0.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/relativit\u00e0.mp3<\/a><\/audio> <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Nella Sua esperienza, ha notato casi di capacit\u00e0 uditive fuori dal comune?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ci sono variabilit\u00e0 individuali soprattutto nella percezione dell&#8217;intensit\u00e0 dei suoni, pi\u00f9 che delle frequenze. Un soggetto normale sente i suoni intorno ai 20 dB di intensit\u00e0, ma ci possono essere individui che li percepiscono a 5 dB o a 10 dB. Comunque, si tratta di variabilit\u00e0 fisiologiche, nulla di strano. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Penso, ad esempio, al cosiddetto &#8220;orecchio assoluto&#8221;, ovvero alla capacit\u00e0 di identificare una nota che viene ascoltata, senza avere un punto di riferimento come partenza. Si tratta di una abilit\u00e0 dovuta alla fisiologia dell&#8217;orecchio?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">No. Infatti, non a caso, l&#8217;orecchio assoluto spesso si manifesta nei musicisti o in soggetti che si occupano di musica costantemente. In questo caso \u00e8 la pratica che educa l&#8217;orecchio. Generalmente l&#8217;orecchio umano sente un suono e, se lo ha sentito gi\u00e0 altre volte, \u00e8 capace di riconoscerlo; se, per\u00f2, lo ascolta per la prima volta, di solito non lo attribuisce ad un evento particolare. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Quindi possiamo dire che, cos\u00ec come possiamo mettere a repentaglio la salute del nostro apparato uditivo in vari modi, ugualmente possiamo non solo prevenire i problemi ma anche educare l&#8217;orecchio all&#8217;ascolto dei suoni e non solo della musica.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">S\u00ec, sono d&#8217;accordo. Per questo motivo \u00e8 essenziale la prevenzione nei confronti di possibili patologie e l&#8217;educazione all\u2019ascolto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Francesco Natale si \u00e8 laureato in Medicina presso l\u2019Universit\u00e0 di Bari e si \u00e8 specializzato in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale presso l\u2019Universit\u00e0 di Modena. \u00a0E\u2019 stato dirigente medico vicario presso il reparto \u201cOtorino\u201d dell\u2019Ospedale \u201cA. Perrino\u201d di Brindisi. Attualmente non svolge attivit\u00e0 ospedaliera ma consulenza occasionale come libero professionista. \u00a0 \u00a0 &nbsp; Parliamo del sistema uditivo, di come funziona e di come pu\u00f2 influenzare il funzionamento del corpo umano. L&#8217;apparato uditivo consente di trasmettere i suoni provenienti dall&#8217;esterno, e talvolta anche dall&#8217;interno, al nostro cervello. E&#8217; costituito dall&#8217;orecchio esterno (formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno), dall&#8217;orecchio medio (costituito da una piccola cassa all&#8217;interno della quale si trovano gli ossicini, ossia il martello, l\u2019incudine e la staffa) e dall&#8217;orecchio interno, che \u00e8 l&#8217;organo deputato alla ricezione. Pertanto, esiste un apparato che trasmette i suoni dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno: si tratta di un apparato meccanico costituito dal padiglione auricolare, dal condotto uditivo e\u00a0 dall\u2019orecchio medio. Quindi, c&#8217;\u00e8 un apparato di ricezione (orecchio interno), in cui si trovano alcuni liquidi il cui movimento serve per eccitare le cellule ciliate presenti nell&#8217;orecchio interno che, a loro volta, mandano il segnale al sistema nervoso centrale.\u00a0 Il sistema uditivo, in sintesi, funziona in questo modo: c\u2019\u00e8 un apparato detto di &#8220;trasmissione&#8221; del suono dall&#8217;esterno (orecchio esterno e medio) e di &#8220;ricezione&#8221; (orecchio interno). Credit: qui. \u00a0All&#8217;orecchio interno \u00e8 connesso l&#8217;apparato dell&#8217;equilibrio che \u00e8 responsabile della posizione del corpo nello spazio e, in particolare, dei movimenti di rotazione. In condizioni normali, l&#8217;apparato dell&#8217;equilibrio ci informa della posizione del corpo nello spazio; in condizioni patologiche, che possono essere di natura infiammatoria, degenerativa o di altra entit\u00e0, invece, ci d\u00e0 la vertigine (vertere=girare), ossia una sensazione illusoria di rotazione, alquanto sgradevole. Ad esempio, c&#8217;\u00e8 la malattia &#8220;di M\u00e9ni\u00e8re&#8221; che consiste in un aumento dei liquidi nell&#8217;orecchio interno e crea un&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio dando come sintomi l\u2019ipoacusia, l\u2019acufene e, appunto, la vertigine che, collegata all&#8217;apparato neurovegetativo, pu\u00f2 dare sensazioni di nausea, sudorazione fredda, pallore cutaneo e talvolta vomito. Quando comunemente si parla di vertigini, soprattutto legate all&#8217;acrofobia, non ci riferiamo ad una patologia dell&#8217;orecchio interno. Si tratta, invece, della &#8220;vertigine da altitudine&#8221;, ossia una vertigine di tipo centrale. Ad esempio, ci sono anche le vertigini &#8220;da cinetosi&#8221;, dovute al movimento, come il mal di mare, il mal d&#8217;auto, etc. che , ripeto, non sono dovute a patologie dell&#8217;orecchio interno. L&#8217;apparato uditivo influenza il funzionamento del corpo umano in funzione del tipo di suoni che vengono ricevuti: una bella canzone, ascoltata in un ambiente accogliente, crea una sensazione piacevole al corpo anche dal punto di vista fisico nel senso che, ad esempio, il cuore funziona regolarmente (se non ha altre patologie). Invece un trauma da scoppio, ovvero un forte rumore improvviso, porta il corpo umano a reagire, ad esempio, con un aumento della frequenza cardiaca. La reattivit\u00e0 del corpo umano cambia da suono a suono, anche se ci sono alcune tipologie che creano delle reazioni automatiche, come nell&#8217;esempio dei rumori improvvisi o ad alta intensit\u00e0. &nbsp; Quali sono i disturbi pi\u00f9 diffusi dell\u2019apparato uditivo? Che tipo di prevenzione consiglia? I disturbi pi\u00f9 diffusi sono le forme eredo-familiari, che sono legate all&#8217;ereditariet\u00e0, e quelle acquisite, tra le quali le pi\u00f9 diffuse sono quelle infiammatorie-infettive, ossia le otiti, che possono essere di diversi tipi. Per queste forme non c&#8217;\u00e8 una vera e propria prevenzione se non in relazione all&#8217;ambiente di vita, nel senso che \u00e8 opportuno evitare le perfrigerazioni e gli sbalzi termici che possono comportare le affezioni nasali: infatti, esiste una comunicazione tra il naso e l&#8217;orecchio, attraverso la tuba uditiva, che consente l&#8217;ingresso di aria nell&#8217;orecchio medio (altrimenti ci sarebbe il vuoto e non ci sarebbe equilibrio). Attraverso questa strada possono avere origine forme infiammatorie ma anche infettive, per la presenza di batteri e microbi, dando origine alle otiti. Nell&#8217;ambito delle patologie di tipo degenerativo, possiamo annoverare la presbiacusia che \u00e8 legata ad una fisiologica senescenza dell&#8217;udito: non si tratta di una vera e propria malattia in quanto si manifesta naturalmente per effetto dell&#8217;et\u00e0, dai 50 anni in poi a seconda dei soggetti. Il progressivo decremento dell&#8217;udito avviene iniziando dalle frequenze acute, per poi passare a quelle medie ed eventualmente a quelle gravi. Dello stesso ambito fanno parte le patologie di tipo industriale, ossia legate al rumore sul luogo di lavoro. Il legislatore ha posto un limite di 90 dB, oltre il quale insorge l&#8217;ipoacusia da rumore. Tuttavia l&#8217;orecchio umano \u00e8 una macchina perfetta ma, fortunatamente, ogni individuo ha una capacit\u00e0 di ricezione diversa rispetto ai simili. Esiste, quindi, la cosiddetta &#8220;suscettibilit\u00e0 individuale&#8221; per la quale un soggetto pu\u00f2 manifestare ipoacusia da rumore industriale a 90 dB e altri invece no oppure manifestarla anche a livelli di intensit\u00e0 sonora pi\u00f9 bassi. &nbsp; Per proteggersi da questi danni bisogna usare i dispositivi di protezione, in genere le cuffie e i tappi auricolari. E\u2019 sicuramente necessario proteggersi, ma l&#8217;ambiente di lavoro deve essere adeguato, nel senso che deve esserci un livello di pressione sonora inferiore a quello che pu\u00f2 determinare danni all\u2019apparato uditivo. La compromissione della funzionalit\u00e0 uditiva non \u00e8 mai un problema solo soggettivo ma ha anche risvolti sociali, perch\u00e9 la propria sensibilit\u00e0 viene abbassata e, di conseguenza, \u00e8 difficile interagire con gli altri. Tuttavia occorre sottolineare che, in qualunque luogo, un&#8217;esposizione continua a suoni ad alta intensit\u00e0 pu\u00f2 provocare problemi e patologie che dipendono da caso a caso. C&#8217;\u00e8 il costume recente di ascoltare per ore la musica in cuffia: eventuali danni all\u2019apparato uditivo possono sorgere se l&#8217;intensit\u00e0 del segnale sonoro \u00e8 elevata (volume alto) e anche la durata dell\u2019esposizione. &nbsp; La prevenzione \u00e8 fondamentale ma \u00e8 lo stesso corpo umano il primo a difendersi istintivamente. Mi viene in mente il riflesso stapediale. Il riflesso stapediale \u00e8 uno dei tanti riflessi del nostro organismo. In questo caso, la staffa reagisce in presenza di suoni di una certa intensit\u00e0 e di breve durata. L&#8217;intensit\u00e0 \u00e8 variabile, non solo da soggetto a soggetto ma anche in relazione alla frequenza. 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Perrino\u201d di Brindisi. Attualmente non svolge attivit\u00e0 ospedaliera ma consulenza occasionale come libero professionista. \u00a0 \u00a0 &nbsp; Parliamo del sistema uditivo, di come funziona e di come pu\u00f2 influenzare il funzionamento del corpo umano. L&#8217;apparato uditivo consente di trasmettere i suoni provenienti dall&#8217;esterno, e talvolta anche dall&#8217;interno, al nostro cervello. E&#8217; costituito dall&#8217;orecchio esterno (formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno), dall&#8217;orecchio medio (costituito da una piccola cassa all&#8217;interno della quale si trovano gli ossicini, ossia il martello, l\u2019incudine e la staffa) e dall&#8217;orecchio interno, che \u00e8 l&#8217;organo deputato alla ricezione. Pertanto, esiste un apparato che trasmette i suoni dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno: si tratta di un apparato meccanico costituito dal padiglione auricolare, dal condotto uditivo e\u00a0 dall\u2019orecchio medio. Quindi, c&#8217;\u00e8 un apparato di ricezione (orecchio interno), in cui si trovano alcuni liquidi il cui movimento serve per eccitare le cellule ciliate presenti nell&#8217;orecchio interno che, a loro volta, mandano il segnale al sistema nervoso centrale.\u00a0 Il sistema uditivo, in sintesi, funziona in questo modo: c\u2019\u00e8 un apparato detto di &#8220;trasmissione&#8221; del suono dall&#8217;esterno (orecchio esterno e medio) e di &#8220;ricezione&#8221; (orecchio interno). Credit: qui. \u00a0All&#8217;orecchio interno \u00e8 connesso l&#8217;apparato dell&#8217;equilibrio che \u00e8 responsabile della posizione del corpo nello spazio e, in particolare, dei movimenti di rotazione. In condizioni normali, l&#8217;apparato dell&#8217;equilibrio ci informa della posizione del corpo nello spazio; in condizioni patologiche, che possono essere di natura infiammatoria, degenerativa o di altra entit\u00e0, invece, ci d\u00e0 la vertigine (vertere=girare), ossia una sensazione illusoria di rotazione, alquanto sgradevole. Ad esempio, c&#8217;\u00e8 la malattia &#8220;di M\u00e9ni\u00e8re&#8221; che consiste in un aumento dei liquidi nell&#8217;orecchio interno e crea un&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio dando come sintomi l\u2019ipoacusia, l\u2019acufene e, appunto, la vertigine che, collegata all&#8217;apparato neurovegetativo, pu\u00f2 dare sensazioni di nausea, sudorazione fredda, pallore cutaneo e talvolta vomito. Quando comunemente si parla di vertigini, soprattutto legate all&#8217;acrofobia, non ci riferiamo ad una patologia dell&#8217;orecchio interno. Si tratta, invece, della &#8220;vertigine da altitudine&#8221;, ossia una vertigine di tipo centrale. Ad esempio, ci sono anche le vertigini &#8220;da cinetosi&#8221;, dovute al movimento, come il mal di mare, il mal d&#8217;auto, etc. che , ripeto, non sono dovute a patologie dell&#8217;orecchio interno. L&#8217;apparato uditivo influenza il funzionamento del corpo umano in funzione del tipo di suoni che vengono ricevuti: una bella canzone, ascoltata in un ambiente accogliente, crea una sensazione piacevole al corpo anche dal punto di vista fisico nel senso che, ad esempio, il cuore funziona regolarmente (se non ha altre patologie). Invece un trauma da scoppio, ovvero un forte rumore improvviso, porta il corpo umano a reagire, ad esempio, con un aumento della frequenza cardiaca. La reattivit\u00e0 del corpo umano cambia da suono a suono, anche se ci sono alcune tipologie che creano delle reazioni automatiche, come nell&#8217;esempio dei rumori improvvisi o ad alta intensit\u00e0. &nbsp; Quali sono i disturbi pi\u00f9 diffusi dell\u2019apparato uditivo? Che tipo di prevenzione consiglia? I disturbi pi\u00f9 diffusi sono le forme eredo-familiari, che sono legate all&#8217;ereditariet\u00e0, e quelle acquisite, tra le quali le pi\u00f9 diffuse sono quelle infiammatorie-infettive, ossia le otiti, che possono essere di diversi tipi. Per queste forme non c&#8217;\u00e8 una vera e propria prevenzione se non in relazione all&#8217;ambiente di vita, nel senso che \u00e8 opportuno evitare le perfrigerazioni e gli sbalzi termici che possono comportare le affezioni nasali: infatti, esiste una comunicazione tra il naso e l&#8217;orecchio, attraverso la tuba uditiva, che consente l&#8217;ingresso di aria nell&#8217;orecchio medio (altrimenti ci sarebbe il vuoto e non ci sarebbe equilibrio). Attraverso questa strada possono avere origine forme infiammatorie ma anche infettive, per la presenza di batteri e microbi, dando origine alle otiti. Nell&#8217;ambito delle patologie di tipo degenerativo, possiamo annoverare la presbiacusia che \u00e8 legata ad una fisiologica senescenza dell&#8217;udito: non si tratta di una vera e propria malattia in quanto si manifesta naturalmente per effetto dell&#8217;et\u00e0, dai 50 anni in poi a seconda dei soggetti. Il progressivo decremento dell&#8217;udito avviene iniziando dalle frequenze acute, per poi passare a quelle medie ed eventualmente a quelle gravi. Dello stesso ambito fanno parte le patologie di tipo industriale, ossia legate al rumore sul luogo di lavoro. Il legislatore ha posto un limite di 90 dB, oltre il quale insorge l&#8217;ipoacusia da rumore. Tuttavia l&#8217;orecchio umano \u00e8 una macchina perfetta ma, fortunatamente, ogni individuo ha una capacit\u00e0 di ricezione diversa rispetto ai simili. Esiste, quindi, la cosiddetta &#8220;suscettibilit\u00e0 individuale&#8221; per la quale un soggetto pu\u00f2 manifestare ipoacusia da rumore industriale a 90 dB e altri invece no oppure manifestarla anche a livelli di intensit\u00e0 sonora pi\u00f9 bassi. &nbsp; Per proteggersi da questi danni bisogna usare i dispositivi di protezione, in genere le cuffie e i tappi auricolari. E\u2019 sicuramente necessario proteggersi, ma l&#8217;ambiente di lavoro deve essere adeguato, nel senso che deve esserci un livello di pressione sonora inferiore a quello che pu\u00f2 determinare danni all\u2019apparato uditivo. La compromissione della funzionalit\u00e0 uditiva non \u00e8 mai un problema solo soggettivo ma ha anche risvolti sociali, perch\u00e9 la propria sensibilit\u00e0 viene abbassata e, di conseguenza, \u00e8 difficile interagire con gli altri. 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