{"id":4225,"date":"2013-11-20T13:16:36","date_gmt":"2013-11-20T12:16:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/?p=4225"},"modified":"2013-11-20T14:38:17","modified_gmt":"2013-11-20T13:38:17","slug":"intervista-francesco-lucchese-architetto-designer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/en\/blog\/4225\/intervista-a-francesco-lucchese-architetto-e-designer\/","title":{"rendered":"Intervista a Francesco Lucchese, architetto e designer."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/francesco-lucchese.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4339\" alt=\"francesco-lucchese\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/francesco-lucchese-300x281.jpg\" width=\"300\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/francesco-lucchese-300x281.jpg 300w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/francesco-lucchese.jpg 532w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <em>Francesco Lucchese \u00e8 architetto e designer. \u00a0Ha al suo attivo numerosi progetti di interior design e \u00a0di product design per aziende italiane ed estere. E&#8217; docente presso la Facolt\u00e0 di Design del Politecnico di Milano e il POLIdesign. Tiene regolarmente workshop e conferenze in Italia, \u00a0Svizzera, Russia e Cina. <\/em><strong><a href=\"http:\/\/www.francescolucchese.com\/a.ps.2008studio.html\">Lascalalocation<\/a><\/strong>\u00a0 <em>\u00e8 sede del suo studio di progettazione oltre che spazio per eventi e meeting<\/em>.\u00a0<em>\u00a0<\/em><strong><a href=\"http:\/\/www.francescolucchese.com\/\">www.francescolucchese.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Secondo Gernot B\u00f6hme \u00a0\u201cla musica crea atmosfere\u201d.<\/strong><\/em> <em><strong>L\u2019 atmosfera \u00e8 \u201cci\u00f2 che si colloca tra le qualit\u00e0 ambientali e la condizione delle persone. (\u2026) La sua particolarit\u00e0 e la sua difficolt\u00e0 risiede nel fatto che si tratta di un\u2019esperienza interstiziale. (\u2026) Le atmosfere possono essere suggerimenti emotivi, ovvero come una tendenza a portarci in un particolare stato emotivo\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Nella progettazione di un locale lounge quale funzione ha la musica? \u00a0Pensi all\u2019atmosfera sonora e musicale di un locale quando lo progetti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u201cAtmosfera\u201d \u00e8 una parola straordinaria che racchiude sensorialmente pi\u00f9 elementi. La definirei come\u00a0 l\u2019insieme di colore, musica e struttura. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un elemento fondamentale da sottolineare, ossia il grado di <strong>soglia<\/strong>. Nel caso di un locale <i>lounge<\/i>, il concetto di soglia \u00e8 importante per dosare il grado di atmosfera, cio\u00e8 se occorre renderlo un elemento preponderante oppure no, e per capire, quando si \u00e8 fuori, se ci si vuole entrare per restare tanto o poco. Quindi, progettando un locale, \u00e8 fondamentale immaginare che tipo di musica ci debba essere, perch\u00e9 fa parte dello stazionamento, ovvero della realt\u00e0 di essere in un posto e di starci. Tuttavia, in merito all&#8217;atmosfera musicale, non credo che debba essere il tempo di permanenza a determinarne le caratteristiche, soprattutto al fine di rendere piacevole e vivibile un locale. Il silenzio di John Cage \u00e8 una provocazione, ma \u00e8 un dato di fatto che, spesso, non ci si ferma in un locale perch\u00e9 si \u00e8 bombardati dalla musica assordante che ci fa scappare via.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 musicale di un locale dovrebbe appartenere, subito e congiuntamente, all&#8217;arredo e quindi esprimere una sorta di aderenza e <strong>appartenenza<\/strong> a quello che viene espresso con il resto, ossia con i materiali, i colori, il cibo servito, etc. Questo perch\u00e9 sia l&#8217;arredo sia la musica appartengono alla storia e in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 una sovrapposizione di immagini, uditive e visive, che determinano la nostra capacit\u00e0 di riconoscimento dei luoghi. Ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 percepire una distonia in un locale in cui, ad esempio, tutto \u00e8 in stile anni &#8217;20 per\u00f2 viene diffusa la musica <i>house<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Quindi, secondo te, ci dovrebbe essere\u00a0 coerenza tra il luogo e il concept?<\/strong><\/em> <i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Racconto un aneddoto. Ho tenuto una conferenza, qualche anno fa, a Sochi, \u00a0luogo di vacanza russo. Era giugno, la temperatura era piacevole: c&#8217;era un grande camminamento lungo il mare con molti negozi e baracchini. Purtroppo c&#8217;era un effetto dodecafonico generato dal volume alto della musica che proveniva dai baracchini perch\u00e9 ognuno aveva collocato degli altoparlanti in prossimit\u00e0 dell&#8217;ingresso che, moltiplicati tra di loro, annullavano il rumore del mare, con il risultato di creare un&#8217; atmosfera disturbata, di costringere i turisti a urlare per chiedere informazioni, etc. Riflettendoci, si trattava di un&#8217;atmosfera generata a tavolino ma che, anche pensando all&#8217;aspetto pratico, non era nemmeno funzionale allo scopo commerciale del luogo. Peraltro, non c&#8217;era nulla che potesse richiamare alla musica tipica; forse c&#8217;era qualche canzone pop russa, ma nulla di storico.<\/p>\n<p>Quando si progetta un locale, come dicevo prima, \u00e8 necessario prestare attenzione ad ogni dettaglio, compresa la musica, per creare la giusta atmosfera. Tuttavia, occorre pensare al contesto pi\u00f9 in generale: il locale \u00e8 sempre inserito in un luogo con cui deve dialogare. Per questo, la progettazione della soglia \u00e8 cruciale. Nel caso di Sochi la soglia era un&#8217;anti-soglia, a causa di un rumore respingente.<\/p>\n<p>Invece ci sono altri locali che resistono pi\u00f9 per la loro storia che per l&#8217;atmosfera che attualmente hanno. Mi riferisco, ad esempio, alla\u00a0\u201cCapannina\u201d di Forte dei Marmi, che ha segnato la storia della musica italiana degli anni &#8217;60. Ci sono ancora molte persone che frequentano la \u201cCapannina\u201d, perch\u00e9 cercano un&#8217;atmosfera, quella degli anni d&#8217;oro, che per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Il concetto di storia, di cui parlavo, qui \u00e8 in essere ma, in questo caso, persiste l&#8217;immagine pi\u00f9 che il luogo fisico. L&#8217;atmosfera, se si \u00e8 capaci di crearla, sar\u00e0 eterna e la si crea attraverso la sinergia di pi\u00f9 elementi tra cui, da non sottovalutare, un tipo di pubblico e di clientela che agisce da detonatore.<\/p>\n<p>Da un lato, quindi, un locale come la \u201cCapannina\u201d di cui restano indelebili la storia, l&#8217;immagine e l&#8217;atmosfera che oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 ricreare nello stesso modo e con gli stessi protagonisti degli anni &#8217;60; dall&#8217;altro, un evento temporaneo, per esempio il <i>rave party<\/i>, che tuttavia spesso viene ricordato solo per ci\u00f2 che succede, nel bene e nel male, nel breve tempo della sua durata. E&#8217; come un&#8217;opera d&#8217;arte di Christo: il monumento viene impacchettato e poi, dopo un certo periodo, torna ad essere come prima dell&#8217;intervento. Le situazioni temporanee, che poi sono l&#8217;intrigante paradigma dei <i>social network<\/i>, possono essere uno dei modi per creare un luogo, nella speranza per\u00f2 che non diventino esperienze autodistruttive, cos\u00ec come talvolta i <i>rave party<\/i> o semplicemente un bar caratterizzato da una musica assordante che costringe a sostare per breve tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nella tua attivit\u00e0 di designer, pensi a come suoner\u00e0 un oggetto quando verr\u00e0 utilizzato?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Quando posso s\u00ec, anche se, nell&#8217;ambito del design di prodotto, bisogna anche ragionare in termini di mercato. Penso comunque che si tratti di una questione di <strong>materiale<\/strong>. I materiali pi\u00f9 stimolanti, sul piano sonoro, sono sicuramente il vetro, talvolta anche il marmo, ed evidentemente i prodotti scatolari, a tamburo. Nel caso di un progetto di interni l&#8217;attenzione cambia un po&#8217; perch\u00e9 bisogna scegliere i materiali e immaginare come verr\u00e0 usato quel luogo per capire l&#8217;effetto acustico finale.<\/p>\n<p>Ci sono molte aziende che curano anche l&#8217;aspetto acustico dei materiali e degli oggetti che producono. Per esempio <a href=\"http:\/\/it.barrisol.com\/\"><strong>Barrisol<\/strong><\/a>, ad un certo punto, ha iniziato a\u00a0 microforare i pannelli migliorando le caratteristiche fonoassorbenti del materiale. <a href=\"http:\/\/www.saint-gobain.it\/\"><strong>Saint Gobain<\/strong><\/a> produce anche vetri che hanno una camera d\u2019aria acustica, per\u00f2 il costo \u00e8 notevole anche se in effetti le prestazioni del materiale sono elevate. Penso tuttavia che occorra non esagerare, per evitare di creare ambienti asfittici e alienanti come camere anecoiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>In passato hai lavorato come dj: questa attivit\u00e0 ha influenzato il tuo lavoro di architetto e di designer? Se s\u00ec, in che modo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Aver avuto un\u2019 esperienza come dj mi aiuta, ancora oggi, nel mio lavoro. Questo \u00e8 dovuto al come\u00a0 si fa musica e al come si comunica con le persone senza parlare: bisogna <strong>intuire<\/strong> un linguaggio non verbale e anticipare i desideri. Le stesse dinamiche avvengono mentre si progetta, immaginando e tentando di capire cosa vuole una persona e, ancora di pi\u00f9, quando si crea un prodotto di design e si cerca di interpretare il mercato, le esigenze e le necessit\u00e0 dell\u2019azienda, pensando che quel prodotto verr\u00e0 utilizzato da un tipo di pubblico e in un certo modo; si entra nella testa, nel fare, nei costumi delle persone, quasi come fa un musicista.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4225-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Luccehse-racconta_musica-e-design.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Luccehse-racconta_musica-e-design.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Luccehse-racconta_musica-e-design.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lavoro di un architetto o di un designer \u00e8 un lavoro creativo che per\u00f2 concretamente si confronta con delle necessit\u00e0, ma quello che succede in un locale non \u00e8 molto diverso, perch\u00e9 bisogna comunque far ballare le persone, farle bere, farle divertire, soddisfare loro e anche i dj. Ci sono, quindi, dei punti di contatto non trascurabili tra i due lavori\u00a0 e li rivivo mentre progetto. E\u2019 un po\u2019 come se fosse uno spot pubblicitario o la sequenza di un film: c\u2019\u00e8 una scenografia ma \u00e8 necessario che ci sia anche una colonna sonora.<\/p>\n<p>Non posso progettare senza pensare alla musica. Qualche volta, ad esempio, se stiamo progettando un bar, suggeriamo\u00a0\u00a0 la colonna sonora che dovrebbe essere di sostegno; in alcune tesi di laurea, ho pregato gli studenti di realizzare una presentazione video che avesse anche un commento sonoro che fosse concretamente legato ai contenuti. Molto spesso, se organizziamo eventi, vorrei essere io a creare le basi musicali. Se progettiamo allestimenti fieristici per le aziende, mi offro sempre per selezionare le musiche di sottofondo in relazione alla fiera, all&#8217;azienda, al prodotto, etc. e quindi continuo a vivere la stessa situazione di quando lavoravo come dj, anche se in proporzione lieve. Mi d\u00e0 molte soddisfazioni perch\u00e9, se funziona, lo cogli. Quando realizzi un allestimento fieristico e vedi gravitare dentro le persone, che sostano e ci vogliono stare, succede anche perch\u00e9 la musica \u00e8 quella giusta. Penso che per costruire un tappeto musicale si debba essere molto esperti e capaci: la musica \u00e8 un <strong>elemento forte in un luogo<\/strong>, perch\u00e9 pu\u00f2 fare ridere, piangere, emozionare in genere e, di conseguenza, pu\u00f2 influenzare il nostro rapporto con lo spazio in cui ci si trova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/joe-colombo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4227 aligncenter\" alt=\"joe colombo\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/joe-colombo-293x300.jpg\" width=\"293\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/joe-colombo-293x300.jpg 293w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/joe-colombo-1002x1024.jpg 1002w, https:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/joe-colombo.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/a><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Joe Colombo, interno di appartamento a Milano.\u00a0<\/em><em>Credit:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wallpaper.com\/gallery\/lifestyle\/joe-colombo\/17050942\/4478\"><strong>qui<\/strong><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><em><strong>Spesso, nelle scenografie, si creano scenari che rimandano a luoghi iconici legati all\u2019intrattenimento delle persone. Un esempio chiaro \u00e8 un interno progettato da Joe Colombo negli anni &#8217;70, in cui in un ambiente domestico si trasportava l&#8217;interno di una discoteca.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 vero e, nel caso specifico del progetto di Joe Colombo, \u00e8 dovuto al fatto che la discoteca, in quel periodo, aveva sempre un arredo di grande effetto, oltre che essere uno spazio in voga. L\u2019arredamento dell&#8217;epoca era classico. Quello della discoteca era molto pi\u00f9 informale e, in un certo senso, faceva <strong>sognare<\/strong>: quindi veniva presentato come scenario possibile perch\u00e9 era un&#8217;immagine forte con cui stimolare delle visioni. Ad esempio, se oggi si vuole catturare l\u2019attenzione progettando un interno, non si ricorre ad immagini tipiche dei locali massificati, ma si ricorre ad ambienti come quelli di John Pawson o di Silvestrin, essenziali e quasi mistici.<\/p>\n<p>Quindi, l\u2019immagine della discoteca degli anni \u201970 permetteva di proporre modelli forti, inusuali e di grande effetto; oggi prevale un\u2019estetica pi\u00f9 francescana, mistica, spirituale, all\u2019interno della quale il prodotto viene valorizzato.<\/p>\n<p>La scenografia di Joe Colombo, che trasportava in un interno quello di una discoteca, era anche un modo per creare scenari e, indirettamente, per <strong>proiettare<\/strong> in avanti la ricerca sul prodotto e per progredire. In quegli anni, se pensiamo all&#8217;Italia, i produttori della Brianza usavano essenzialmente il legno come materiale per realizzare gli arredi. Colombo riusc\u00ec a coinvolgere i produttori pi\u00f9 lungimiranti a spingersi in avanti e ad osare, prendendo ispirazione da un luogo eccentrico come la discoteca. Si trattava di un allestimento fieristico all&#8217;interno di una fiera concepita in modo diverso rispetto ad oggi. Le aziende erano di meno, i padiglioni erano grandi e alcuni marchi pi\u00f9 inclini alla sperimentazione mettevano in scena una sorta di installazione straordinaria, fuori target, che contribuiva a cambiare il gusto.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4225-2\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Francesco-Lucchese-racconta_discoteca-e-joe-colombo.mp3?_=2\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Francesco-Lucchese-racconta_discoteca-e-joe-colombo.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Francesco-Lucchese-racconta_discoteca-e-joe-colombo.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gli anni \u201970 vedono l\u2019affermazione della discoteca e della disco music, soprattutto dopo \u00a0l\u2019uscita del film \u201c<\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_febbre_del_sabato_sera\"><strong>La febbre del sabato sera<\/strong><\/a><em><strong>\u201d . Lo scenario della discoteca, che \u00e8 anche una tipologia architettonica, viene ripreso in molti videoclip di quel periodo, come \u201c<\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xFrGuyw1V8s\"><strong>Dancing queen<\/strong><\/a><em><strong>\u201d degli Abba \u00a0o \u201c<\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WGU_4-5RaxU\"><strong>Heart of glass<\/strong><\/a><em><strong>\u201d dei Blondie . Inoltre un programma televisivo come\u00a0 \u201c<\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EU6GBwxqZK8\"><strong>Top of the Pops<\/strong><\/a><em><strong>\u201d in Gran Bretagna riproduceva l\u2019ambiente della discoteca, cos\u00ec come \u201c<\/strong><\/em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MqsXzN2mIZA\"><strong>Discoring<\/strong><\/a><em><strong>\u201d in Italia. Il successo della discoteca, inteso come luogo, era legato alla musica e alle dinamiche che in essa si svolgevano. Secondo te, oggi c\u2019\u00e8 un luogo paragonabile a ci\u00f2 che la discoteca e la disco music rappresentavano negli anni \u201970 e \u201980? \u00a0 <\/strong><\/em><\/p>\n<p>L&#8217;effetto forte della discoteca, che \u00e8 durato nel tempo, si \u00e8 spalmato e la sua immagine si \u00e8 polverizzata. Io che ho vissuto gli anni di affermazione della discoteca e della <i>disco music<\/i>, se oggi dovessi pensare ad un luogo dotato della stessa genuinit\u00e0, direi che non c&#8217;\u00e8. Se attualmente la volessimo reinventare non sarebbe facile perch\u00e9, negli ultimi anni, c\u2019\u00e8 stata una moltiplicazione di eventi e di innovazioni (per esempio internet) e la velocit\u00e0 con cui le novit\u00e0 si diffondono \u00e8 tale da non poter creare un effetto forte e duraturo che, invece, necessita di sedimentazione.<\/p>\n<p>Oggi, con i cambiamenti che sono avvenuti e che hanno inevitabilmente influenzato ogni ambito, ci vorrebbe qualcosa in grado di concentrare tutto in un unico luogo, come avveniva all&#8217;epoca. A me, per\u00f2, sembra molto difficile perch\u00e9 bisognerebbe mettere a sistema davvero molte variabili che, tra l&#8217;altro, si sono polverizzate e disperse. Quindi, o diventa un luogo elitario, e si sceglie di puntare solo su alcuni elementi indirizzati ad un preciso tipo di pubblico, oppure, se l&#8217;obiettivo \u00e8 creare un luogo ampio e democratico, \u00e8 pi\u00f9 facile parlare di un grande concerto che \u00e8 un tipo di evento pi\u00f9 vicino a quella realt\u00e0. La discoteca, intesa come luogo chiuso alla maniera di \u201cSaturday night fever\u201d, \u00e8 un&#8217;esperienza irripetibile in questo momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ci puoi raccontare la tua esperienza come dj?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Era il 1979 quando i miei genitori, dalla Sicilia, decisero di trasferirsi nel Nord Italia. Mio padre era macellaio e aveva vissuto e lavorato molti anni in Venezuela. Era andato l\u00ec per cercare fortuna. Un giorno ebbe un&#8217;idea straordinaria: vendere i frigoriferi americani nei paesini venezuelani. All&#8217;inizio l&#8217;attivit\u00e0 sembrava non ingranare, ma successivamente inizi\u00f2 a diventare molto produttiva. Dopo quindici anni, decise di tornare in Italia con dei capitali da investire.<\/p>\n<p>Racconto la sua storia perch\u00e9 credo che questa parte della sua vita abbia avuto profonda influenza sulle sue scelte lavorative successive. Mio padre, pur non avendo mai vissuto la balera, essendo in Venezuela per lavorare, si \u00e8 trovato per\u00f2 a contatto con un paese dalla forte tradizione musicale. Ricordo ancora che, quando ero bambino, lui si divertiva a fare dei fraseggi in castigliano. Credo che lui abbia vissuto la necessit\u00e0, come molti italiani emigrati all&#8217;estero, di appartenere ad un\u00a0 pezzo d&#8217;Italia, quello sintetizzato dalla \u201cCapannina\u201d. Quindi, dopo il trasferimento nel nord Italia, mio padre volle cogliere un&#8217;opportunit\u00e0 e decise di aprire una discoteca sul Lago Maggiore, a Luino.\u00a0L&#8217;intuizione della discoteca fu giusta perch\u00e9, una volta aperta, ebbe subito un grande successo, dovuto anche all&#8217;ambientazione con la pista da ballo sul lago, le due piscine, i campi da tennis e varie dotazioni che lo resero un locale molto frequentato. Fu anche un luogo molto noto e importante per la scena cabarettistica: vi passarono da Jannacci a\u00a0 Iacchetti, Massimo Boldi, Dario Fo,\u00a0 Renato Pozzetto e tanti altri. Mio padre ebbe anche l&#8217;intuizione di chiamare un dj importante e romagnolo, che aveva lavorato a Radio Lussemburgo, si atteggiava a santone e si vestiva in modo bizzarro creando il personaggio del dj fuori dagli schemi.<\/p>\n<p>In quegli anni io studiavo Architettura al Politecnico di Milano. Avrei voluto essere, come tutti in quella situazione, il protagonista di turno della discoteca e invece mi toccava pulire, lavorare dietro il bar, seguire i corsi di barman, invidiando molto l&#8217;attivit\u00e0 del dj. Mi piaceva fare il dj e cercavo di farlo nei giorni di chiusura della discoteca, di sera, esibendomi in presenza di un pubblico molto ristretto. Poi, qualche sera in cui il dj ufficiale non era presente,\u00a0 iniziai a suonare io, riscuotendo un certo successo tanto che mio padre inizi\u00f2 a insospettirsi perch\u00e9 temeva che io lasciassi l&#8217;universit\u00e0. Su questo, quindi, mise un veto: tu non farai il dj. Ero molto combattuto perch\u00e9 addirittura, una sera, ebbi una proposta da parte di Radio Montecarlo, che mi proponeva un contratto per curare un programma di musica italiana della durata di due ore, offrendomi anche la casa a Montecarlo: significava mollare tutto e iniziare seriamente la carriera di dj. Ci fu una crisi familiare e raggiungemmo un accordo: avrei suonato per una sera nel suo locale, cos\u00ec da poter lasciare un giorno di pausa al dj ufficiale. Si trattava davvero di un compromesso perch\u00e9 mi toccava suonare nella sera del cabaret, o del liscio, in cui il dj serviva da riempitivo delle pause dell&#8217;orchestra o degli attori. Non ero per niente convinto e cos\u00ec, dopo un anno, decisi di andarmene e di iniziare la mia attivit\u00e0 di dj, con la promessa che avrei continuato a studiare.<\/p>\n<p>Continuai metodicamente a frequentare le lezioni a Milano, tutti i giorni regolarmente. Quindi ogni mattina prendevo il treno da Luino fino a Milano: erano 21 fermate di treno locale. La sera, alle sei, tornavo a Luino.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4225-3\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_21-fermate.mp3?_=3\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_21-fermate.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_21-fermate.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho iniziato in provincia ma, ad un certo punto, ho deciso di andare in Svizzera, a suonare a Locarno, Bellinzona, Ascona, Lugano, etc. iniziando a formare la mia attivit\u00e0. Contemporaneamente lavoravo in una radio e, nel frattempo, riuscii a laurearmi. Mentre affrontavo il primo lavoro come<em> interior designer<\/em>, per un anno lavorai anche come dj professionista. Pubblicai quella che in gergo \u00e8 definita una &#8220;lacca&#8221;, ovvero un disco, e mi trovai di nuovo davanti al dubbio: dj o no? Il dilemma era ancora pi\u00f9 forte perch\u00e9 iniziavano ad arrivare le offerte da parte di locali importanti o le proposte di stagioni estive in Emilia Romagna o in Sicilia. Per\u00f2 ci\u00f2 significava che per tre mesi avrei lavorato tutte le notti con il problema di gestire anche lo studio di architettura. Gli eventi hanno deciso diversamente ma posso dire che, per me, il mondo della musica e del design si toccano e sono diventati una cosa sola.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4225-4\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_dj-o-no.mp3?_=4\" \/><a href=\"http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_dj-o-no.mp3\">http:\/\/www.laghezzarchitects.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Francesco-Lucchese-racconta_dj-o-no.mp3<\/a><\/audio>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Lucchese \u00e8 architetto e designer. \u00a0Ha al suo attivo numerosi progetti di interior design e \u00a0di product design per aziende italiane ed estere. E&#8217; docente presso la Facolt\u00e0 di Design del Politecnico di Milano e il POLIdesign. Tiene regolarmente workshop e conferenze in Italia, \u00a0Svizzera, Russia e Cina. Lascalalocation\u00a0 \u00e8 sede del suo studio di progettazione oltre che spazio per eventi e meeting.\u00a0\u00a0www.francescolucchese.com &nbsp; Secondo Gernot B\u00f6hme \u00a0\u201cla musica crea atmosfere\u201d. L\u2019 atmosfera \u00e8 \u201cci\u00f2 che si colloca tra le qualit\u00e0 ambientali e la condizione delle persone. (\u2026) La sua particolarit\u00e0 e la sua difficolt\u00e0 risiede nel fatto che si tratta di un\u2019esperienza interstiziale. (\u2026) Le atmosfere possono essere suggerimenti emotivi, ovvero come una tendenza a portarci in un particolare stato emotivo\u201d. Nella progettazione di un locale lounge quale funzione ha la musica? \u00a0Pensi all\u2019atmosfera sonora e musicale di un locale quando lo progetti? \u201cAtmosfera\u201d \u00e8 una parola straordinaria che racchiude sensorialmente pi\u00f9 elementi. La definirei come\u00a0 l\u2019insieme di colore, musica e struttura. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un elemento fondamentale da sottolineare, ossia il grado di soglia. Nel caso di un locale lounge, il concetto di soglia \u00e8 importante per dosare il grado di atmosfera, cio\u00e8 se occorre renderlo un elemento preponderante oppure no, e per capire, quando si \u00e8 fuori, se ci si vuole entrare per restare tanto o poco. Quindi, progettando un locale, \u00e8 fondamentale immaginare che tipo di musica ci debba essere, perch\u00e9 fa parte dello stazionamento, ovvero della realt\u00e0 di essere in un posto e di starci. Tuttavia, in merito all&#8217;atmosfera musicale, non credo che debba essere il tempo di permanenza a determinarne le caratteristiche, soprattutto al fine di rendere piacevole e vivibile un locale. Il silenzio di John Cage \u00e8 una provocazione, ma \u00e8 un dato di fatto che, spesso, non ci si ferma in un locale perch\u00e9 si \u00e8 bombardati dalla musica assordante che ci fa scappare via. L&#8217;attivit\u00e0 musicale di un locale dovrebbe appartenere, subito e congiuntamente, all&#8217;arredo e quindi esprimere una sorta di aderenza e appartenenza a quello che viene espresso con il resto, ossia con i materiali, i colori, il cibo servito, etc. Questo perch\u00e9 sia l&#8217;arredo sia la musica appartengono alla storia e in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 una sovrapposizione di immagini, uditive e visive, che determinano la nostra capacit\u00e0 di riconoscimento dei luoghi. Ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 percepire una distonia in un locale in cui, ad esempio, tutto \u00e8 in stile anni &#8217;20 per\u00f2 viene diffusa la musica house. &nbsp; Quindi, secondo te, ci dovrebbe essere\u00a0 coerenza tra il luogo e il concept? \u00a0 Racconto un aneddoto. Ho tenuto una conferenza, qualche anno fa, a Sochi, \u00a0luogo di vacanza russo. Era giugno, la temperatura era piacevole: c&#8217;era un grande camminamento lungo il mare con molti negozi e baracchini. Purtroppo c&#8217;era un effetto dodecafonico generato dal volume alto della musica che proveniva dai baracchini perch\u00e9 ognuno aveva collocato degli altoparlanti in prossimit\u00e0 dell&#8217;ingresso che, moltiplicati tra di loro, annullavano il rumore del mare, con il risultato di creare un&#8217; atmosfera disturbata, di costringere i turisti a urlare per chiedere informazioni, etc. Riflettendoci, si trattava di un&#8217;atmosfera generata a tavolino ma che, anche pensando all&#8217;aspetto pratico, non era nemmeno funzionale allo scopo commerciale del luogo. Peraltro, non c&#8217;era nulla che potesse richiamare alla musica tipica; forse c&#8217;era qualche canzone pop russa, ma nulla di storico. Quando si progetta un locale, come dicevo prima, \u00e8 necessario prestare attenzione ad ogni dettaglio, compresa la musica, per creare la giusta atmosfera. Tuttavia, occorre pensare al contesto pi\u00f9 in generale: il locale \u00e8 sempre inserito in un luogo con cui deve dialogare. Per questo, la progettazione della soglia \u00e8 cruciale. Nel caso di Sochi la soglia era un&#8217;anti-soglia, a causa di un rumore respingente. Invece ci sono altri locali che resistono pi\u00f9 per la loro storia che per l&#8217;atmosfera che attualmente hanno. Mi riferisco, ad esempio, alla\u00a0\u201cCapannina\u201d di Forte dei Marmi, che ha segnato la storia della musica italiana degli anni &#8217;60. Ci sono ancora molte persone che frequentano la \u201cCapannina\u201d, perch\u00e9 cercano un&#8217;atmosfera, quella degli anni d&#8217;oro, che per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Il concetto di storia, di cui parlavo, qui \u00e8 in essere ma, in questo caso, persiste l&#8217;immagine pi\u00f9 che il luogo fisico. L&#8217;atmosfera, se si \u00e8 capaci di crearla, sar\u00e0 eterna e la si crea attraverso la sinergia di pi\u00f9 elementi tra cui, da non sottovalutare, un tipo di pubblico e di clientela che agisce da detonatore. Da un lato, quindi, un locale come la \u201cCapannina\u201d di cui restano indelebili la storia, l&#8217;immagine e l&#8217;atmosfera che oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 ricreare nello stesso modo e con gli stessi protagonisti degli anni &#8217;60; dall&#8217;altro, un evento temporaneo, per esempio il rave party, che tuttavia spesso viene ricordato solo per ci\u00f2 che succede, nel bene e nel male, nel breve tempo della sua durata. E&#8217; come un&#8217;opera d&#8217;arte di Christo: il monumento viene impacchettato e poi, dopo un certo periodo, torna ad essere come prima dell&#8217;intervento. Le situazioni temporanee, che poi sono l&#8217;intrigante paradigma dei social network, possono essere uno dei modi per creare un luogo, nella speranza per\u00f2 che non diventino esperienze autodistruttive, cos\u00ec come talvolta i rave party o semplicemente un bar caratterizzato da una musica assordante che costringe a sostare per breve tempo. &nbsp; Nella tua attivit\u00e0 di designer, pensi a come suoner\u00e0 un oggetto quando verr\u00e0 utilizzato? Quando posso s\u00ec, anche se, nell&#8217;ambito del design di prodotto, bisogna anche ragionare in termini di mercato. Penso comunque che si tratti di una questione di materiale. I materiali pi\u00f9 stimolanti, sul piano sonoro, sono sicuramente il vetro, talvolta anche il marmo, ed evidentemente i prodotti scatolari, a tamburo. Nel caso di un progetto di interni l&#8217;attenzione cambia un po&#8217; perch\u00e9 bisogna scegliere i materiali e immaginare come verr\u00e0 usato quel luogo per capire l&#8217;effetto acustico finale. Ci sono molte aziende che curano anche l&#8217;aspetto acustico dei materiali e degli oggetti che producono. Per esempio Barrisol, ad un certo punto, ha iniziato a\u00a0 microforare i pannelli migliorando le caratteristiche fonoassorbenti del materiale. 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Nella progettazione di un locale lounge quale funzione ha la musica? \u00a0Pensi all\u2019atmosfera sonora e musicale di un locale quando lo progetti? \u201cAtmosfera\u201d \u00e8 una parola straordinaria che racchiude sensorialmente pi\u00f9 elementi. La definirei come\u00a0 l\u2019insieme di colore, musica e struttura. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un elemento fondamentale da sottolineare, ossia il grado di soglia. Nel caso di un locale lounge, il concetto di soglia \u00e8 importante per dosare il grado di atmosfera, cio\u00e8 se occorre renderlo un elemento preponderante oppure no, e per capire, quando si \u00e8 fuori, se ci si vuole entrare per restare tanto o poco. Quindi, progettando un locale, \u00e8 fondamentale immaginare che tipo di musica ci debba essere, perch\u00e9 fa parte dello stazionamento, ovvero della realt\u00e0 di essere in un posto e di starci. Tuttavia, in merito all&#8217;atmosfera musicale, non credo che debba essere il tempo di permanenza a determinarne le caratteristiche, soprattutto al fine di rendere piacevole e vivibile un locale. Il silenzio di John Cage \u00e8 una provocazione, ma \u00e8 un dato di fatto che, spesso, non ci si ferma in un locale perch\u00e9 si \u00e8 bombardati dalla musica assordante che ci fa scappare via. L&#8217;attivit\u00e0 musicale di un locale dovrebbe appartenere, subito e congiuntamente, all&#8217;arredo e quindi esprimere una sorta di aderenza e appartenenza a quello che viene espresso con il resto, ossia con i materiali, i colori, il cibo servito, etc. Questo perch\u00e9 sia l&#8217;arredo sia la musica appartengono alla storia e in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 una sovrapposizione di immagini, uditive e visive, che determinano la nostra capacit\u00e0 di riconoscimento dei luoghi. Ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 percepire una distonia in un locale in cui, ad esempio, tutto \u00e8 in stile anni &#8217;20 per\u00f2 viene diffusa la musica house. &nbsp; Quindi, secondo te, ci dovrebbe essere\u00a0 coerenza tra il luogo e il concept? \u00a0 Racconto un aneddoto. Ho tenuto una conferenza, qualche anno fa, a Sochi, \u00a0luogo di vacanza russo. Era giugno, la temperatura era piacevole: c&#8217;era un grande camminamento lungo il mare con molti negozi e baracchini. Purtroppo c&#8217;era un effetto dodecafonico generato dal volume alto della musica che proveniva dai baracchini perch\u00e9 ognuno aveva collocato degli altoparlanti in prossimit\u00e0 dell&#8217;ingresso che, moltiplicati tra di loro, annullavano il rumore del mare, con il risultato di creare un&#8217; atmosfera disturbata, di costringere i turisti a urlare per chiedere informazioni, etc. Riflettendoci, si trattava di un&#8217;atmosfera generata a tavolino ma che, anche pensando all&#8217;aspetto pratico, non era nemmeno funzionale allo scopo commerciale del luogo. Peraltro, non c&#8217;era nulla che potesse richiamare alla musica tipica; forse c&#8217;era qualche canzone pop russa, ma nulla di storico. Quando si progetta un locale, come dicevo prima, \u00e8 necessario prestare attenzione ad ogni dettaglio, compresa la musica, per creare la giusta atmosfera. Tuttavia, occorre pensare al contesto pi\u00f9 in generale: il locale \u00e8 sempre inserito in un luogo con cui deve dialogare. Per questo, la progettazione della soglia \u00e8 cruciale. Nel caso di Sochi la soglia era un&#8217;anti-soglia, a causa di un rumore respingente. Invece ci sono altri locali che resistono pi\u00f9 per la loro storia che per l&#8217;atmosfera che attualmente hanno. Mi riferisco, ad esempio, alla\u00a0\u201cCapannina\u201d di Forte dei Marmi, che ha segnato la storia della musica italiana degli anni &#8217;60. Ci sono ancora molte persone che frequentano la \u201cCapannina\u201d, perch\u00e9 cercano un&#8217;atmosfera, quella degli anni d&#8217;oro, che per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Il concetto di storia, di cui parlavo, qui \u00e8 in essere ma, in questo caso, persiste l&#8217;immagine pi\u00f9 che il luogo fisico. 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